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La vita va così

 

da domenica 10 a venerdì 15 maggio 2026

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LA VITA VA COSI'

regia di Riccardo Milani

 

 

Locandina italiana La vita va cosìPaese/Anno: Italia, 2005

 

Regia: Riccardo Milani

Sceneggiatura: Michele AstoriRiccardo Milani

Fotografia: Saverio GuarnaSimona D'Onofrio

Montaggio: Francesco RendaPatrizia Ceresani

Interpreti: Aldo BaglioDiego AbatantuonoGeppi CucciariIgnazio Giuseppe LoiIgnazio MulasVirginia Raffaele

Colonna sonora: Moses Concas

Produzione: Medusa FilmOur FilmsPiper FilmWildside

Distribuzione: MedusaPiper Film

Durata: 121'

 

“Le premesse di La vita va così, il sedicesimo lungometraggio da regista di Riccardo Milani, selezionato come film d’apertura alla 20ª edizione della Festa del Cinema di Roma, dialogano curiosamente con un tema di scottante attualità: gli effetti silenziosi, eppure più che evidenti, di una qualsivoglia manifestazione pacifica che, in aperto scontro con la violenza e l’intolleranza d’una proposta altra, resiste con forza, senza cedere d’un passo. È davvero inutile manifestare il proprio dissenso, mettendo da parte fin da subito qualsiasi pratica violenta? Oppure è proprio questa la chiave della vittoria e del percorso dell’eroe? (…) Sospeso tra commedia e dramma La vita va così sembra rintracciare inizialmente una forma-cinema adeguata ai volti e ai corpi che la rappresentano, cioè quelli di Virginia Raffaele e Aldo Baglio (entrambi appartenenti al registro buffo e, più in generale, della comicità, funzionali lì e poco altrove), per poi confondersi, fino a deragliare. (…) Al pari dei suoi interpreti e della scrittura, il cinema di Milani appare confuso. C’è più da ridere o più da piangere? Non è chiaro, e il disequilibrio di tono senz’altro non aiuta.”

da www.sentieriselvaggi.it

 

“1999. Efisio Mulas vive in una casa sul magnifico mare della Sardegna del Sud, pascolando le sue mucche sulla spiaggia. Sua moglie e sua figlia Francesca si sono trasferite nel paese vicino, Bellesamanna, ma lui non abbandona quella dimora fatiscente che era di suo padre e di suo nonno. E non lo fa nemmeno quando un gruppo immobiliare milanese, che vuole costruire un resort a cinque stelle ecosostenibile proprio lungo quel tratto di costa, gli offre una cifra consistente per andarsene. (…) la declinazione è prevalentemente di commedia, facendo leva anche su qualche accenno stereotipato, ma si sente un genuino amore per la Sardegna e la sua gente, lo stesso che ha portato il calciatore Gigi Riva (protagonista del bel documentario di Milani Nel nostro cielo un rombo di tuono) a farne la sua terra di adozione. (…) Milani è attento a rappresentare le ragioni di tutti senza svilire la preoccupazione economica dei paesani, e riproducendo un conflitto reale non dissimile da quello che si è creato a Taranto con l'ILVA: se a Taranto la scelta è fra lavoro e salute, qui è fra lavoro e bellezza/tradizione. (…) C'è qualche lungaggine di troppo, ma la vicenda è paradigmatica, ed è molto pregnante il tema del tempo che nobilita alcuni e corrompe irrimediabilmente altri, lasciando un'eredità positiva o negativa ai figli (cioè al futuro). Milani veicola bene il desiderio di tutti di "rientrare a casa", e la consapevolezza che molti, la propria "casa", l'hanno ceduta al miglior offerente per poi rimpiangerla per sempre.”

Da www.mymovies.it

 

“Riccardo Milani torna sul grande schermo con un’altra storia fortemente legata al territorio, questa volta ambientata nel Sud Sardegna nel territorio del Sulcis Iglesiente. La vita va così, presentato alla 20ª Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public, racconta la storia di un anziano pastore sardo che pascola le sue mucche sull’incantevole spiaggia di Tuerredda, un angolo incontaminato della costa in cui una sabbia bianchissima incornicia un mare cristallino: si estende per oltre 500 m. all’interno di un’insenatura fra Capo Malfatano e Capo Spartivento. La spiaggia è parte del territorio di Teulada, il cui centro storico si vede a più riprese, in particolare piazza Parrocchia, in cui padroneggia la Chiesa dedicata alla Vergine del Carmine, dove Francesca (Virginia Raffaele) incontra per la prima volta Giovanna (Geppi Cucciari) senza sapere che è un magistrato. La vicenda è ispirata ad una storia vera, quella di Ovidio Marras, recentemente scomparso all'età di 93 anni, che lottò per difendere i suoi terreni nella zona di Capo Malfatano, dal progetto di un gruppo imprenditoriale che voleva farne un resort di lusso in riva al mare. Un racconto ironico e appassionato lungo vent’anni, ambientato in un angolo meraviglioso della Sardegna, dove una comunità si troverà stretta tra il sogno del lavoro e la difesa del territorio e della sua identità.”

Da www.italyformovies.it

Giulio Martini

domenica pomeriggio

Astuta commedia vagamente  sardonica, secondo il modello ben  noto al Cine.a dell' uno contro tutti, con mirati intenti  didascalici, che sembrano a sostegno della "balestra" sarda e della sensibilita' ecologica contro l'ipocrisia  degli economisti green.

Ed in effetti si ride prendendo di mira i lumbard e la voglia di soldi di tutti ,ricchi e poveri,tranne uno. 

Ma  di fatto le alternative messe in campo e discusse  nei molteplici finali sono  ardue perché  l'utopismo ambientalista deve fare i conti  con  le esigenze della sviluppo e della moderni,

così nel film ( nonostante sembri il contrario ) il dibattito resta aperto e non si scontenta nessuno, in attesa delle scelte effettive degli eredi in un campo e nell'altro, e si limita all'elogio del testardo protagonista,senza salire di grado o scendere in profondita' nell'elaborazione teorica.

Angelo Sabbadini

lunedì sera

Riccardo Milani, formatosi alla scuola di Mario Monicelli, si riallaccia programmaticamente alla tradizione della commedia all'italiana, riproponendone i temi sociali e le dinamiche care al grande pubblico. Il nome del protagonista è Efisio Mulas, omaggio al Tognazzi di “Una questione d’onore” di Luigi Zampa. Tale dichiarata continuità si accompagna però a una sistematica semplificazione della struttura narrativa, prediligendo uno sviluppo lineare e privo di zone d'ombra. L’introduzione di stereotipi marcati cristallizza i personaggi in figure prevedibili, rendendo la vicenda meno pungente rispetto ai modelli del passato. Ne risulta un prodotto di pronto consumo che sacrifica la profondità d’analisi sull'altare di una rassicurante e televisiva leggibilità. 

Guglielmina Morelli

mercoledì sera

Difficile spiegare il successo di questo film dalla struttura narrativa ovvia e da una trama senza sostanza (compreso l’inspiegabile bagno comunitario finale). Non basta la bellezza dei luoghi e la simpatia degli amatissimi attori per riscattare un film inconsistente. Dire che è tra i meno interessanti della stagione è punirlo troppo???

Giulio Martini

venerdì sera

GIULIO HA SOSTITUITO GIORGIO

Marco Massara

Jolly

Il bravo cinefilo ha la memoria lunga e ricorda un ottimo film  del 1983: “Local hero”.

Milani ne ha ripreos la trama, mutatis mutandis, senza alcuna dichiarazione di stare facendo un remake. Ne nasce una crescente nostalgia del film ‘matrice’ ed una crescente irritazione verso la banalizzazione della messa in scena. Non basta aggiungere, verso la fine, un  pistolotto metafemminista, né un altro circa la peraltro notissima anima sarda, i cui paesaggi salvano il film dal rosso pieno.

Quasi quasi mi bevo una “Ichnusa” per dimenticare.

 

Maria Cristina Cinquemani

Molto divertente, con un forte spiriti satirico. Magnifico il personaggio di Efisio, ma molto ben interpretati anche quelli di Francesca e del presidente. 

Un po' sopra le righe la figura di Mariano: un Aldo Baglio sempre aderente alle sue consuete macchiette.

Il film dimostra come si possa fare una critica spietata col sorriso sulle labbra, anche perchè non esiste una soluzione positiva per tutti: chi ha l'esigenza di lavorare, o forse di aspirare al superfluo oltre che al necessario, è disposto a sacrificare un po' di bellezza e di ecosostenibilità.