La gazza ladra
da domenica 8 a venerdì 13 marzo 2026
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LA GAZZA LADRA
regia di Robert Guédiguian

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Giulio Martini domenica pomeriggio
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Il Mondo in versione Guediguian, fatto di sano familismo,di sana solidarietà di classe e malsane cattiverie che vengono puntualmente riassorbite. Girato con radiosa leggerezza e sognante ironia stupisce - al solito - per la pacatezza e la scioltezza con cui fa lievitare storie minime autocebrative a utopie quasi a portata di mano. |
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Angelo Sabbadini lunedì sera |
Il film La gazza ladra di Robert Guédiguian sembra muoversi nello stesso territorio morale di Victor Hugo. Come nei personaggi de I miserabili, una piccola colpa nasce da un contesto di fragilità sociale e apre una domanda più grande sulla giustizia. Guédiguian guarda alla sua protagonista con uno sguardo ispirato dal grande scrittore francese: la legge definisce il furto, ma la coscienza dello spettatore è chiamata a interrogare le circostanze. Il film non assolve il gesto, ma chiede di misurare la distanza tra legalità e umanità. In questo spazio di tensione emerge un’idea molto ottocentesca: capire una colpa può essere più importante che punirla |
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Guglielmina Morelli mercoledì sera |
Cosa spinge Maria a rubare? Godere di qualche piccolo piacere oppure è solo il sintomo di un disagio che attaglia tutti? Perché è un film dove il contrasto tra la solarità del luogo, splendidamente definito, e le malinconie dei personaggi si fa struggente: tutti o quasi vorrebbero o avrebbero voluto altro, cioè che la vita nega o ha negato. Maria ha trasmesso la sua irrisolta passione per la musica al nipote, senza però avere i mezzi economici per sostenerlo; la vecchia signora elegante aspetta chi è morto da decenni e così via. Sguardo come sempre empatico, ma il regista ha fatto di meglio. |
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Giorgio Brambilla venerdì sera |
Robert Guédiguian tallona i suoi personaggi, seguendoli in tutte le loro scelte, più o meno discutibili: Maria, che ama sia gli anziani che accudisce sia il nipote , per cui deruba i primi; o Laurent, che rimprovera il padre per aver abbandonato la madre per poi replicarne il comportamento; o Audrey, la moglie tradita che si vendica, o chiunque altro. Nessuno è giudicato, tutti sono accompagnati nella loro evoluzione, con uno stile da commedia anche quando la storia vira nel dramma, nel senso che si procede per tocchi lievi, senza ponderosi approfondimenti. E come in un film di Kieslowski il caso si fa motore di quanto accade a tutti, con il fallimentare furto creatore di un effetto domino che stravolge la tranquilla situazione iniziale. Attenzione però, il film ha una sua Weltanschauung: si capisce benissimo che il regista ama tutti, perché sono onesti con se stessi e con gli altri, fanno quel che possono e si accettano così come sono. È esemplare da questo punto di vista il finale, con monsieur Moreau che dice a Maria di comprarsi una dozzina di ostriche, perché il regista condivide la sua tesi che non si può sempre rinunciare a tutte le cose belle, e perché tutti i suoi datori di lavoro percepiscono il suo sincero affetto. Una visione onesta a suo modo, e umana, sufficientemente umana |
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Marco Massara Jolly |
Non è difficile fare del buon cinema se si sanno sviluppare temi importanti e pervasivi con i registri della leggerezza, se si costruiscono personaggi riconoscibili nelle loro azioni e nel loro ruolo in cui si sviluppa l’intreccio, se ci si pone in una situazione priva di pregiudizio e che lascia allo spettatore la costruzione del proprio punto di vista. |
Film decisamente bello. La visione del mondo di Guédiguian evolve da una severa militanza di sinistra, dove i suoi personaggi sono dominati da necessità primarie come la casa e la sopravvivenza quotidiana, ad una visione più allargata, dove ad un'esistenza decorosa, una casa accogliente e una vita regolare, con i consueti alti e bassi, fa da contraltare il desiderio di qualcosa di più marginale.
Così per appagare il desiderio di cose meno essenziali, il piatto di ostriche o lo studio del pianoforte del nipotino dotato, sembra quasi naturale approfittare dei soldi di chi sta meglio, pur con la sensazione di non fare niente di male e continuando a dispensare affetto ed attenzioni.
Il quadro complessivo è pieno di luce, colori e vivacità, dove le vicende virano velocemente dal dramma alla commedia e le persone ci appaiono amabili e comprensive, ispirando ottimismo e fiducia nella natura umana.
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