anora
da domenica 8 a venerdì 13 febbraio 2026
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ANORA
regia di Sean Baker

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Giulio Martini domenica pomeriggio |
Fluido ritratto di una delle rare "escort" protagoniste di film,tra Cenerentola,Pretty Woman e la Traviata,ma in chiave giovanile ed edonistica. Affresco sconcertato e beffardo di una generazione drogata che nasconde,dietro l'affannosa ricerca del denaro, la nostalgia di un innamoramento all'antica (oggi considerato utopistico ): autentico,capace di tenere assieme sessualità,affetto sincero,fedeltà e sia suggellato da un rito. Scneggiato,girato e montato con perizia, è recitato da un cast di volti nuovi scelto a puntino. |
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Angelo Sabbadini lunedì sera |
Con Anora Sean Baker racconta l’ascesa improvvisa e fragilissima di una giovane marginale che tenta di reinventarsi dentro una favola contemporanea. Il film vibra di un realismo sporco e mobile che guarda apertamente agli stilemi della New Hollywood. Tra Cassavetes e il primo Scorsese, la macchina da presa aderisce ai corpi e alla precarietà dei desideri. La città diventa un palcoscenico lisergico e crudele, sempre pronto a ribaltare i sogni in disillusione. Il risultato è un racconto coinvolgente e pulsante in cui romanticismo e disincanto coesistono senza mai pacificarsi. |
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Guglielmina Morelli mercoledì sera |
Ibridando porno soft, commedia sentimentale e slapstick comedy (tipo oggi le comiche) il regista costruisce un film meno banale di quanto possa apparire. E questa pensosità traspare nei 30 secondi finali: le lacrime della protagonista Anora (divenuta Ani, che è anche nome armeno) traducono forse la speranza e una nuova coscienza di sé ma certamente anche la solitudine, il disappunto, la disillusione; la sua vulnerabilità e ingenuità (quel riferimento a Cenerentola …) la rendono inadatta ad un mondo dominato dal denaro e dalla mercificazione dell’uomo e dei sentimenti. Ma credo ci sia un altro motivo, forse ancora più interessante: mancano gli uomini adulti, i “padri”, che hanno abdicato alla propria funzione, lasciando allo sbando una generazione di giovani. Sarebbe un gran bel film se non che, per dimostrare che Ani conosce solo il linguaggio del sesso, il regista ce ne fa vedere troppo e, forse, inutilmente. |
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Roando Longobardi venerdì sera |
Il corpo come linguaggio centrale della relazione; questo è il fulcro dell'ultimo, pluripremiato film di Sean Baker. Corpo esposto come strumento, poi ferito da preservare, sino a corpo da conquistare e salvaguardare alla fine. Attraverso tre quadri il regista sceglie di raccontare la storia di Anora, complice e poi vittima della sua stessa bellezza e giovinezza, posta nelle mani di chi non sa prendersi cura di nulla (in quanto, anche se ricco, non possiede nulla) come Ivan. Anora troverà nell'abbraccio finale di Igor la sua valvola di sfogo capace di far passare in secondo piano le bellezze del corpo per lasciare posto a quelle dell'anima. |
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Marco Massara jolly |
Dopo aver ‘sterilizzato’, grazie alla saturazione, ogni appetito sessuale e aver ben caratterizzato il tono del linguaggio, il regista ingrana una storia tra il romantico ed il border lline, copiando con intelligenza da Polanski(“Carnage”) , Scorsese (“Fuori Orario”) e Landis (“Tutto in una notte”). Peccato per la ‘romance’ nel finale con Boris: un po’troppo ‘telefonata’. Comunque un autore da tenere d’occhio’! |
Maria Cristina Cinquemani
Ho fatto fatica ad inquadrare questo film, poichè passa da scene marcatamente pornosoft a vere gag comiche, con personaggi sopra le righe che improvvisamente rivelano un lato umanissimo e altri degni dei migliori caratteristi.
La protagonista poi cambia rapidamente da bomba sexi a giovane romantica che si abbandona a sogni improbabili, pur mantenendo un linguaggio da scaricatore.
Nel complesso ci si diverte, visto che i dialoghi sono brillanti e il ritmo non rallenta mai, ma la pellicola non mi è sembrata all'altezza dei tanti premi ricevuti.
Sicuramente brava la protagonista ma il suo personaggio non mi è parso molto comprensibile.
