Titolo

anora

 

da domenica 8 a venerdì 13 febbraio 2026

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ANORA

regia di  Sean Baker

 

Locandina italiana Anora
“Anora detta Ani è una ballerina erotica americana di origine russa esperta in lap dance che porta i clienti nei privé offrendo loro servizi extra a pagamento Un giorno nel locale dove lavora arriva Ivan, un ragazzo russo che pare entusiasta di lei e dei suoi molti talenti. Il giorno dopo Ivan invita a casa sua, e Ani scopre che il ragazzo vive in una megavilla ed è figlio unico di un oligarca multimiliardario. Le cose fra i due ragazzi vanno così bene che Ivan porta Ani a Las Vegas e là le chiede di sposarlo. Ma i genitori di lui non sono affatto d'accordo, e mandano una piccola "squadra di intervento" a recuperare il figlio dissennato. Quella che seguirà è una rocambolesca avventura ricca di sorprese , che tuttavia non dimentica di avere un cuore e un occhio alla realtà anche all'interno dell'esagerazione comica. Con Anora il regista americano Sean Baker si cimenta con la "broad comedy" stile Una notte da leoni (indicativo il passaggio a Las Vegas) e la concitazione dei film dei fratelli Safdie, ma mantiene uno stile indie personale e un piglio autoriale riscontrabili in regia, scrittura e montaggio, tutti peraltro firmati personalmente da Baker, che è anche direttore di casting per il suo film: e il cast è responsabile di una parte importante della sua riuscita.
Mikey Madison, già apparsa in Once Upon a Time in Hollywood, tiene magnificamente la scena nei panni della protagonista, disincantata ma non priva di speranza, realista ma non priva di sogni, irriducibile e mai incasellabile in qualche facile stereotipo. Accanto a lei c'è un gruppo di magnifici interpreti maschili, fra cui spiccano l'irresistibile giovane attore russo Mark Eydelshteyn (una versione più genuina e divertente di Timothée Chalamet nel ruolo di Ivan) e il veterano attore armeno Karren Karaguilian (attore feticcio di Baker qui nei panni di Toros, il padrino di Ivan). Il più bravo è come sempre il russo Yura Borisov (il "gopnik" Igor), già apprezzato in Scompartimento n. 6 e in Captain Volkogonov escaped, cui spetta qui una delle risposte più belle riguardo alla violenza sulle donne.(...)
La regia ricorda lo Scorsese muscolare dei "bravi ragazzi" (la fotografia, come in Red Rocket, è di Drew Daniels), il montaggio è concitato ma fluido, la sceneggiatura vivace e piena di battute perfette per i personaggi che le pronunciano, perché Anora è uno di quei rari film contemporanei in cui contano in egual misura l'azione e i caratteri, anzi, l'azione è una diretta conseguenza delle personalità in scena, che sono coerenti nel loro sviluppo e non interagiscono mai a casaccio, nemmeno nell'hellzapoppin che si viene a creare. (...) Anora è un film divertentissimo ma con
una dark side molto oscura, e accompagna il talento multiforme di Sean Baker nel suo passaggio ad un'accessibilità da grande pubblico, senza per questo fargli perdere la propria cifra autoriale e indipendente. E il sesso, come in tutta a filmografia di Baker, è centrale.
 

Giulio Martini

domenica pomeriggio

Fluido ritratto di una delle rare "escort" protagoniste di film,tra Cenerentola,Pretty Woman e la Traviata,ma in chiave giovanile ed edonistica.

Affresco sconcertato e beffardo di una generazione drogata che  nasconde,dietro l'affannosa ricerca del denaro, la nostalgia di un innamoramento all'antica (oggi considerato utopistico ): autentico,capace di  tenere assieme sessualità,affetto sincero,fedeltà e sia suggellato da un rito.

Scneggiato,girato e montato con perizia, è recitato da un cast di volti nuovi scelto a puntino.

Angelo Sabbadini

lunedì sera

Con Anora Sean Baker racconta l’ascesa improvvisa e fragilissima di una giovane marginale che tenta di reinventarsi dentro una favola contemporanea. Il film vibra di un realismo sporco e mobile che guarda apertamente agli stilemi della New Hollywood. Tra Cassavetes e il primo Scorsese, la macchina da presa aderisce ai corpi e alla precarietà dei desideri. La città diventa un palcoscenico lisergico e crudele, sempre pronto a ribaltare i sogni in disillusione. Il risultato è un racconto coinvolgente e pulsante in cui romanticismo e disincanto coesistono senza mai pacificarsi. 

Guglielmina Morelli

mercoledì sera

Ibridando porno soft, commedia sentimentale e slapstick comedy (tipo oggi le comiche) il regista costruisce un film meno banale di quanto possa apparire. E questa pensosità traspare nei 30 secondi finali: le lacrime della protagonista Anora (divenuta Ani, che è anche nome armeno) traducono forse la speranza e una nuova coscienza di sé ma certamente anche la solitudine, il disappunto, la disillusione; la sua vulnerabilità e ingenuità (quel riferimento a Cenerentola …) la rendono inadatta ad un mondo dominato dal denaro e dalla mercificazione dell’uomo e dei sentimenti. Ma credo ci sia un altro motivo, forse ancora più interessante: mancano gli uomini adulti, i “padri”, che hanno abdicato alla propria funzione, lasciando allo sbando una generazione di giovani. Sarebbe un gran bel film se non che, per dimostrare che Ani conosce solo il linguaggio del sesso, il regista ce ne fa vedere troppo e, forse, inutilmente.

Roando Longobardi

venerdì sera

Il corpo come linguaggio centrale della relazione; questo è il fulcro dell'ultimo, pluripremiato film di Sean Baker. Corpo esposto come strumento, poi ferito da preservare, sino a corpo da conquistare e salvaguardare alla fine. Attraverso tre quadri il regista sceglie di raccontare la storia di Anora, complice e poi vittima della sua stessa bellezza e giovinezza, posta nelle mani di chi non sa prendersi cura di nulla (in quanto, anche se ricco, non possiede nulla) come Ivan. Anora troverà nell'abbraccio finale di Igor la sua valvola di sfogo capace di far passare in secondo piano le bellezze del corpo per lasciare posto a quelle dell'anima.

Marco Massara

jolly

Dopo aver ‘sterilizzato’, grazie alla saturazione, ogni appetito sessuale e aver ben caratterizzato il tono del linguaggio, il regista ingrana una storia tra il romantico ed il border lline, copiando con intelligenza da Polanski(“Carnage”) , Scorsese (“Fuori Orario”) e Landis (“Tutto in una notte”).

Peccato per la ‘romance’ nel finale con Boris: un po’troppo ‘telefonata’.

Comunque un autore da tenere d’occhio’!

 

Maria Cristina Cinquemani

Ho fatto fatica ad inquadrare questo film, poichè passa da scene marcatamente pornosoft a vere gag comiche, con personaggi sopra le righe che improvvisamente rivelano un lato umanissimo e altri degni dei migliori caratteristi.

La protagonista poi cambia rapidamente da bomba sexi a giovane romantica che si abbandona a sogni improbabili, pur mantenendo un linguaggio da scaricatore.

Nel complesso ci si diverte, visto che i dialoghi sono brillanti e il ritmo non rallenta mai, ma la pellicola non mi è sembrata all'altezza dei tanti premi ricevuti.

Sicuramente brava la protagonista ma il suo personaggio non mi è parso molto comprensibile.