Folle - Mente
da domenica 16 a venerdì21 novembre 2025
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FOLLE - MENTE
regia di Paolo Genovese
“Romeo è tenero e romantico, Valium folle e paranoico, Eros arrapato e sensuale, ilProfessore razionale e giudicante. No, non sono esseri umani, ma personalità che abitano la mente di Piero, insegnante di Storia e Filosofia recentemente divorziato e con una figlia piccola, intenzionato a rimettersi in gioco con le donne ma ancora scottato dalle delusioni del passato. Giulietta è romantica e sognatrice, Trilli istintiva e sexy, Alfa ideologica e disciplinata e Scheggia irrazionale e istintiva. E anche loro non sono persone reali, ma parti della personalità di Lara, la giovane donna single reduce dalla relazione infelice con un uomo sposato che vorrebbe un partner affidabile che l'aspetti sotto casa, e invece tende a cadere nella trappola di amori senza futuro. Lara e Piero si incontrano per il loro primo appuntamento, si piacciono ma non osano confessarlo (nemmeno a se stessi), incartandosi su ogni dettaglio, impegnati ad ascoltare le voci interiori delle loro rispettive personalità. Riusciranno a zittire quel chiacchiericcio incessante e a trovare la strada verso una relazione finalmente appagante?
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Giulio Martini domenica pomeriggio |
Funambolico gioco di montaggio tra scena e retroscena critico, a commentare la crisi dei maschi parallela a quella delle femmine che di fronte alle tempeste ormonali si interrogano sull' Amore. Ritratto di una sessualita' che ha perso ogni riferimento ,ma vorrebbe averne di autentici. |
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Angelo Sabbadini lunedì sera |
Paolo Genovese costruisce un universo visivo pensato per tradurre sullo schermo la dimensione mentale dei personaggi. Nelle sequenze ambientate nelle “stanze della mente”, la composizione spaziale assume un’impostazione volutamente teatrale: colori più saturi, luci direzionate e set costruiti per accentuare la natura metaforica dell’ambiente. La messa in scena richiama così un vero e proprio “palcoscenico psicologico”, dove le personalità interne dei protagonisti vengono isolate attraverso inquadrature simmetriche e nette separazioni verticali del quadro. Il montaggio alterna con rapidità i diversi livelli diegetici, restituendo la percezione dell’instabilità cognitiva, mentre la colonna sonora agisce come ponte costante fra mondo interno ed esterno. Ne deriva una forma estetica sospesa tra cinema e teatro, capace di incontrare con naturalezza il favore del pubblico del Bazin. Verde |
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Guglielmina Morelli mercoledì sera |
Film che gioca con un meccanismo non proprio originale ma gradevole e dà modo a molte e molti interpreti di dimostrare capacità e limiti. I reels, tipici dei social con la loro velocità nella battuta e la ripetitività del personaggio (sempre uguale a se stesso), sono alla base della struttura comica del film che, quindi, può aver riscosso l’approvazione anche di un pubblico disabituato all’opera sperimentale o pensosa. E tuttavia, nonostante il limite di una certa convenzionalità che poco aggiunge a ciò che già sappiamo del rapporto uomo – donna nella nostra società, il film è simpatico e si fa vedere. |
| Giorgio Brambilla | Paolo Genovese costruisce un Inside Out per adulti, coinvolgendo un gruppo di attori italiani in splendida forma, e illustra con un fuoco di fila di trovate lo scontro tra le diverse personalità che ci abitano. Il film procede a un ritmo decisamente elevato, giocando sui caratteri peculiari dei personaggi, sul contrasto tra quanto accade nella nostra testa e quello che lasciamo trasparire, o su quanto al contrario siamo schiavi delle nostre paure, e su alcune metafore divertenti, come i cassetti aperti disperatamente nel tentativo di cercare parole che non vengono. Soprattutto mette in scena l’eterno dilemma se per farsi accettare sia meglio essere se stessi o cercare di dare un’immagine migliore, e se possiamo provare a essere felici, o se sia meglio rimanere in una situazione incolore ma accettabile, anche per non rischiare di avere una delusione dopo aver gustato dei momenti di gioia e pace (con tutte “le voci di dentro” che si danno alla fine una calmata) autentiche. La risposta è politicamente corretta, fatta per un grande pubblico, ma costruita in modo esemplare, inclusa la scelta consapevole di non protrarre il gioco oltre i novanta minuti |
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Marco Massara Jolly |
Bella l’idea che si può leggere sia come ‘dare un corpo al pensiero’ come ‘lasciare la mente in folle’ libera di spaziare, ribattere ad altri pensieri e costruirsi un mondo a parte. La regia scorre con agilità e naturalezza e gli attori, notoriamente molto affiatati da lunga militanza insieme, la assecondano nel dare leggerezza ad argomenti anche piuttosto impegnativi. Peccato però per la scena finale, troppo lunga e soprattutto ridotta ad una prova attoriale notevole, ma che lascia lo spettatore un po’ perplesso. In fondo è un po’ il problema di anche un altro film di Paolo Genovesi, “Perfetti sconosciuti” dove anche lì rientrare nella normalità della vita normale era un punto non del tutto risolto. |
Maria Cristina Cinquemani
Il film mi è abbastanza piaciuto, anche se ho trovato un po' complicato seguire i dibattiti delle varie presenze degli inconsci alternate alle azioni dei due protagonisti.
Certo l'idea è originale, le battute spesso azzeccate e gli interpreti molto bravi, ma nell'insieme ho avuto la sensazione di qualcosa costruito a tavolino.
Mi piacciono le belle commedie ma le preferisco meno cervellotiche.
Genovese non è fra i miei registi preferiti.
