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CENTRO FRANCESCANO ARTISTICO ROSETUM

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L'APPARTAMENTO

USA 1960, grande fermento, progresso e sviluppo produttivo ma ... che tempi tristi erano quelli, in cui la massima aspirazione per gli uomini in carriera era tradire allegramente le mogli con le impiegate della propria azienda e, per le donne, entrare nelle grazie di questi, incuranti del fatto che il concupito avesse o meno moglie o famiglia!  

Ci penserà poi Marilyn Monroe, col suo urlo di dolore, a dare avvio ad una presa di coscienza nelle donne che un marito, un produttore, un presidente non sono sufficienti a dare la felicità. E ci penseranno poi le femministe e i movimenti del '68 (e grazie anche alla lavatrice ...) a creare una diversa rappresentazione di sé e la spinta a ribaltare un ruolo non solo rispetto all'uomo ma nell'intera società. Enormi passi in avanti sono stati fatti e questo è sotto gli occhi di tutti. Ciònonostante lo sfruttamento sessuale da parte dell'uomo è proseguito ancora a lungo (a giudicare dagli echi del Mee Too e dalle statistiche sulle molestie sui luoghi di lavoro) e questo ci dice che c'è da fare ancora molto lavoro sia con le ragazze che con i ragazzi, donne e uomini del domani.

Billy Wilder ha rappresentato molto bene quel tipo di realtà sociale, con leggerezza ma anche con drammaticità, facendo interpretare splendidamente la storia a due attori dagli occhi scintillanti (ma anche Fred Mc Murray non scherza quanto a bravura) e dando un messaggio di speranza sull'amore che alla fine vince e redime i suoi protagonisti.

Mimosa



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Tema portante di questo film è il baratto tra la propria dignità (quella che caratterizza il "mensch") ed un vantaggio economico/sociale, a scapito di concorrenti non disponibili a tali compronessi. Qui la merce di scambio è rappresentata dall'appartamento mentre, ad esempionel caso del fenomeno "me too" si tratta di prestazioni sessuali: checché ne dica la coconduttrice del venerdì, brava ed equilibrata salvo quando si tocca l'argomento donne che la trasforma immediatamente in una vera e propria "pasionaria", la tematica è la stessa e rientra nella più ampia fattispecie della corruzione che riguarda maschi, femmine ed anche tutte le variegate sfumature intermedie. Da convinto sostenitore della parità di genere mi è spiaciuto vedere molti gruppi femminili sostenere a spada tratta le rivendicazioni assurde di queste attrici, che salvo i casi di sopraffazione fisica od assoluta indigenza, come tante C.C.Baxer hanno liberamente scelto di soddisfare le voglie di chi poteva favorirle in carriera corrompendolo ed ora, decisamente fuori tempo massimo, si proclamano vittime di violenze ed abusi. Vere vittime di questi "traffici" sono solo le aziende che per colpa di dirigenti infedeli e profittatori non beneficiano dell'allocazione ottimale delle risorse e si ritrovano con dei CC Baxer  qualunque in posizioni di responsabilità senza la necessaria competenza e strapagati.

Al di là di questo argomento importante e di attualità, il film ha una trama banale, in molti punti incoerente (l'improvvisa folgorazione sulla strada di Damasco di CC Baxer non trova alcuna plausibile spiegazione, nemmeno il classico colpo di fulmine dato che da tempo era innamorato dell'affascinante lift Kubelik) ed uno scontatissimo  lieto fine preceduto da uno tentativo non riuscito di suicidio della coprotagonista, giusto per dare un po' di brivido al pubblico prima di farlo uscire dalla sala rilassato e contento.

Ha ragione Marco a magnificare la bravura e la tecnica di B.Wilder che, al pari dei grandi chef, è riuscito a confezionare un piatto  di buona qualità con pochi e poveri ingredienti.

Questo è uno dei tanti film in cui un protagonista negativo viene presentato in modo da risultare gradito al pubblico giocando sulle sue doti di simpatia, forza o coraggio, quasi a farne un esempio cui ispirarsi ed imitare: si sa che il male è spesso più interessante e stimolante del bene (Lucifero non a caso era il più intelligente e bello tra gli arcangeli) e per fortuna non tutti i registi ricalcano sempre le orme di Frank Capra. È qui che risalta la funzione dei cineforum (lo stesso vale per i circoli di lettura dei libri) che implica scambi d'impressioni e valutazioni atte a formarsi giudizi più meditati ed obiettivi, amplificando il valore culturale di questo "media" e giustificando così gli interventi finanziari di sostegno di Ministeri,  Regioni, Comuni ed Enti Pubblici scrupolosamente e noiosamente elencati in coda  alla sempre più numerosa schiera dei produttori.


Franco   francogarga@gmail.com