Locandina italiana Sully

 

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Cinema a stelle e strisce

Sully

Mercoledì   18.04.2018

Venerdì       20.04.2018

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Regia

Clint  Eastwood

Filmografia

titoli in ordine cronologico discendente

Genere

Drammatico – da un celebre fatto di cronaca

Interpreti

Tom Hanks (Chelsey 'Sully' Sullenberger), Aaron Eckhart (Jeff Skiles), Laura Linney (Lorraine Sullenberger), Mike O' Mailey (investigatore Capo Charles Porter),

Fotografia / montaggio

Tom Stern / Blu Murray

Musica

Christian Jacob, The Tierney Sutton Band

 

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TRAMA

 

Il 15 gennaio 2009 un aereo compie un ammaraggio di emergenza nelle acque del fiume Hudson. I 155 passeggeri a bordo risultano alla fine tutti salvi. Eppure il comandante Sully Sullenberg e il suo secondo Jeff vengono incolpati di omesso soccorso e affidati ad una commissione d'inchiesta...

 

RASSEGNA STAMPA

Sono in molti a pensare che dopo "Gran Torino" (2008), Clint Eastwood avrebbe potuto chiudere la carriera. Avrebbe lasciato una straordinaria testimonianza di lucidità etica e di concretezza narrativa, ma si sarebbe negato la possibilità di esplorare da vicino alcuni avvenimenti della recente storia americana, come ha fatto in "American Sniper" (2015) e, soprattutto, in questo "Sully", forse il vertice dell'autore nella messa a fuoco della mitologia americana. Eastwood ribadisce la propria fiducia nell'azione dell'individuo, nel suo intervento dettato da decisioni rapide e repentine fatte a favore degli altri e per una loro migliore salvaguardia. Adottando una linea narrativa che parte dalla condivisione di un fatto già avvenuto e concluso, il regista riesce a ribaltare la frase del "so come va a finire" in una proposta che mette in primo piano i due protagonisti e li ricolloca indietro, ricostruisce gli avvenimenti e li riporta alla loro inevitabile, naturale conclusione. Si tratta di una storia che ribadisce, se ancora fosse necessario, il primato della verità, che paga sempre e sempre viene premiata. La verità come valore morale che guida azioni e decisioni dell'uomo e della donna e li affida ad un racconto semplice, pulito, lineare, di invidiabile trasparenza.        

Da Acec.it          

 

Che cos'hanno in comune gli eroi di Clint Eastwood? Sono quasi sempre personaggi destabilizzati dal destino, da un crimine, da un'ingiustizia, dalla marginalità. Tutti, ciascuno a suo modo, sono alla ricerca dell'unità perduta. Non si tratta di una semplice risorsa narrativa, destinata a suscitare l'adesione del pubblico, per l'autore americano quella ricerca riflette l'esplorazione filosofica e artistica del suo cinema, producendo una felice coincidenza tra forma e contenuto.
Quello che innerva la sua filmografia e gli conferisce una rimarchevole coerenza è il raggiungimento, la restaurazione e la formalizzazione estetica di una nozione sostanziale per l'uomo: l'equilibrio. Abilmente dissimulata sotto la vernice della narrazione, la ricerca del giusto mezzo si manifesta essenzialmente nella relazione che l'individuo intrattiene con la società e le istituzioni, l'insieme delle strutture politiche, giuridiche ed etiche che la cultura ha imposto alla natura. Sully, ritratto di un eroe della working class 'processato' da una gerarchia senza cuore e troppi cavilli, corrisponde alla perfezione questa relazione che Eastwood affronta sempre in maniera risolutamente conflittuale.
Tom Hanks, everyman umanista del cinema classico, incarna in faccia alla commissione d'inchiesta, obbligatoria in caso di incidenti, il fattore umano, la scintilla dell'esperienza, l'essenza nobile del lavoro fatto semplicemente come dovrebbe essere fatto. Non per denaro, non per gloria, non per vanità, non per approvazione. Eroe ordinario alle prese con la realtà della sua situazione, Sully è fedele al giuramento prestato e alle conoscenze acquisite con la sua professione.
Girato con la tecnologia Imax, che offre allo spettatore un'immersione piena nell'azione, accomodandolo nella cabina di pilotaggio a 'vivere' letteralmente l'esplosione dei motori, il silenzio che segue e le turbolenze dell'aereo che plana sul fiume, Sully resta nondimeno un film intimo, svolto nella testa del suo protagonista. Quello che ha fatto 'in emergenza' è inseparabile da quello che immagina, sente, conosce. Eastwood ricostruisce con lucidità l'esperienza e le attitudini del suo eroe, l'esordio giovanile, gli anni nella Air Force, perché è su quella pratica e su quella competenza che Sully decide di prendere la via del fiume. Lo sguardo dell'autore e l'interpretazione dell'attore trovano in Sully intimi cedimenti, confrontando il capitano eroico che ha gestito in volo crisi e destino con l'uomo a terra a disagio nel ruolo di eroe e in conflitto con quello che avrebbe potuto essere.
Ammarando, il film emerge i flussi di coscienza del suo protagonista, interrompendo coi sogni angosciosi la linearità della rotta, scivolando nel passato per mettere l'incidente in prospettiva con la vita di Chesley Sullenberger. Con Sully e dopo Flags of Our Fathers e American Sniper, il regista interroga di nuovo la nozione ambivalente di eroismo che è al cuore dell'immaginario americano. Ma se il primo procede alla destrutturazione dell'eroicità e il secondo contraddice la missione del 'primo violino' dell'esercito americano in Iraq, Sully riconfigura l'eroe. Eastwood ne distilla l'essenza andando oltre la sua rappresentazione mediatica e riabilitandone la natura tragica attraverso la paura incombente della morte. Con quella paura il protagonista fa i conti dal principio, il film si apre su un aereo che scivola lungo lo skyline di New York e si schianta contro il paesaggio urbano deflagrandolo. Prima di distinguere l'oggettività della vicenda, l'aereo di Sully è realmente ammarato, Eastwood mostra allo spettatore la visione ipotetica, l'enunciato condizionale, l'incubo di Sally, l'incognita mortale connessa con l'atterraggio.

Da mymovies.it

…..Il dubbio prende per un momento anche Sully, che però rivendica come la sua fosse l’unica cosa da fare per uscirne senza schiantarsi al suolo, alle prese con una situazione inedita, in cui mai nessuno si è addestrato. 208 secondi in cui presero il controllo gli automatismi di una vita nei cieli e la freddezza di chi aveva piena consapevolezza di quanto stava facendo. La stessa consapevolezza - inflessibile dirittura morale - Sully la porterà nell’aula della commissione d’inchiesta, senza urlare, facendo parlare la registrazione di quei momenti e la verità. I due piloti ascoltano le registrazioni con gli occhi che si fanno lucidi, in un momento in cui scaricano la tensione di un’accusa ingiusta che mette a rischio la loro carriera e l’onore. Una delle scene più toccanti di questo capolavoro sull’eroismo di una vita al servizio della cosa giusta, come tassello offerto sull’altare del bene comune.

Da Coming soon

Prossimo film “ Ritratto di famiglia con tempesta”  16-18 maggio

(scheda a cura di marco massara)