ORION    MOVIES

CENTRO FRANCESCANO ARTISTICO ROSETUM

via Pisanello 1

20146 - MILANO

GLI  ANIMATORI COMMENTANO

UN AFFARE DI FAMIGLIA

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cineforum 2019-2020

 

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i commenti del pubblico

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flavio acquati


giulio acquati


marco massara                  

“La famiglia è uno stato mentale ed un oggetto del desiderio”.

Questo è il senso ultimo del film di Kore-eda che parte da una situazione di degrado materiale e di apparente assenza di senso etico e costruisce invece un profondo percorso morale. Non importa che la tua famiglia  sia quella biologica  o meno; l’importante è che ci sia una affinità e che ci sia la volontà ed ll desiderio di perseguirla.
Film che sfiora più di una volta un grado assoluto di sgradevolezza ma che riesce a controllare con abilità e che pone con insistenza delle fondamentali interpellanze allo spettatore.

piccola aggiunta : a Natale, evochiamo una Nascita da una Famiglia non biologica…..   
matteo mazza

carolina papi

Il disvelamento progressivo delle apparenze, l’emergere delle verità nascoste, lo scioglimento dei legami di una famiglia d’elezione fanno di questo film un capolavoro denso di spunti di riflessione! Per esempio sull’infanzia e la vecchiaia abbandonata; età in cui la solitudine è dolorosissima e la vita ancora più difficile, se non impossibile! Oppure sulla vita adulta da precari, se non addirittura da emarginati, in cui le donne finiscono col prostituirsi e gli uomini, soprattutto se fannulloni, si ingegnano a vivere di espedienti o di furterelli... Ma l’aspetto più sorprendente del film (a parte che ci mostra un Giappone davvero inedito) è questa idea di famiglia che nasce per scelta (e per bisogno) che costituisce un nucleo promiscuo, illegale e disonesto eppure così affettuoso, solidale e, a suo modo, moralmente puro e responsabile, privo di violenza. I componenti sono consapevoli che le loro scelte di cuore non potranno essere comprese dal resto della società e hanno reazioni miti e rassegnate quando vengono scoperti dalle forze dell’ordine! Hanno provato a vivere la loro utopia con semplicità e naturalezza, fortemente rattristati (ah le meravigliose lacrime di Nobuyo!) quando il “gioco” avrà fine e dovranno pagarne il prezzo! Come sempre, purtroppo, sono le femmine a subire di più, ad essere le vere vittime del sistema! I maschi riescono comunque a ritagliarsi maggiori spazi di libertà e di speranza!
L’immagine conclusiva della piccola Juri è straziante!
Tutto è stato riportato alla “normalità” e alla legalità, che, però, è molto più inquietante ed immorale del crimine d’amore compiuto dalla banda (o meglio dalla “famiglia”) Shibata.... ma, almeno, le apparenze sono salve!
Film davvero notevole, con attori (anche quelli in erba) strepitosi! Un addio commosso a Kirin Kiki...=