Titolo

Nomadland

 

da domenica 27 febbraio a  venerdì 4 marzo 2022

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NOMADLAND

REGIA DI CLOE ZHAO

 

Quando a fine gennaio del 2011 la fabbrica in cui lavora chiude, Fern, una donna sola sulla sessantina, si trova improvvisamente senza lavoro e senza casa, in quanto la sua era di proprietà dell’azienda. Per il secondo problema compra ed attrezza un vecchio van in modo da poterci vivere autonomamente; per il primo si affida a brevi contratti di lavoro che le permettano di sopravvivere.

Durante uno di questi periodi di lavoro presso un centro logistico di Amazon conosce Linda con la quale stabilisce un rapporto di reciproche confidenze. Linda appunto, le accenna al mondo dei campi nomadi, abitati da migranti animati sia da un desiderio di indipendenza che da principi di solidarietà.

Fern dapprima è riluttante, ma poi,.......

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E’ difficile condensare in poche righe sia gli elementi della narrazione che il forte impatto emozionale che questo film genera. Il ‘senso’ del film infatti si alimenta dei piccoli contributi generati da ogni piccolo incontro od episodio che, se riportati tutti, avrebbero reso la sinossi troppo prolissa e frammentata.

Soprattutto non si riesce a trasmettere la ricchezza della recitazione di Frances Mc Dormand che davvero qui si può dire reciti con ogni ruga del viso, con lo sguardo e con la luminosità del sorriso. Altrettanto si può dire per l’efficacissima fotografia, capace di trasmettere la fascinazione ed al tempo steso l’angoscia degli ampi spazi in cui si snodano le strade percorse da Fern.

Capace di trasmettere sia il calore delle confidenze che il realistico imbarazzo delle funzioni fisiologiche dell’esistenza, Nomadland svolge un racconto sempre al presente, con connotazioni spaziali e temporali appena accennate, con un ritmo blando, spesso meditativo e senza mai perdere di vista un sostanziale realismo.

Sul piano del contenuto quello che emerge è il senso del nomadismo come una ‘malattia’ incurabile, dove ogni persona resta un’isola formata dal proprio passato interiore e dal proprio sogno futuro, ma dove la solidarietà ed il reciproco aiuto costituiscono la legge non scritta ma sempre presente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giulio Martini

Domenica pomeriggio

 

 

 

  Da un reportage sociologico nasce un viaggio esistenziale ( inciso tra  2 citazioni shakespeariane : il monologo di Macbeth e il Sonetto amoroso ), sempre  tinteggiato da nubi aurorali e bige, e fitto di rinvii orientaleggianti ( la devozione per sassi, montagne e territori desertici ,i rituali meditativi e funerari ).

Il vagare nel vuoto diventa piano piano un ricamo di incontri/abbandoni/re-incontri, sul filo della nostalgia nella improvvisa certezza però di ritrovarsi con i cari in una dimensione ulteriore, dove il nomadismo senza meta e senza punti saldi si muta nella fede in una circolarità eterna degli affetti, garantita dalla reciproca memoria.

Con dialoghi frammentati, infiniti formidabili primi piani della protagonista e un ritmo trasognato, il film rielabora (con qualche ripetizione) i traumi delle perdite e degli abbandoni grazie ad una intensa spiritualità, per niente americana.

 

 

 

 

 

Giulio Martini

Domenica sera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Angelo Sabbadini

Martedì sera

 

 

 

 

 

Di Chloé Zhao piace l’approccio antropologico e la lineare idea di cinema legata alla ricerca e alla scoperta. La regista è brava a reinventare il fondamentale libro di Jessica Bruder dedicato al nomadismo. Abile anche a chiamare a raccolta dei protagonisti del fenomeno come Bob Wells, Linda May e Swankie e a dare loro un’autentica dignità cinematografica. Il resto lo fanno la McDormand e lo splendore dell’Ovest americano. Ci vediamo sulla strada ragazzi!

 

 

 

Marco Massara

Mercoledì sera

 

 

In ogni documentario c’è una traccia di narrazione.

In ogni narrazione c’è una traccia documentale

“Nomadland” percorre entrambi i flussi di comunicazione raggiungendo un equilibrio pressoché perfetto.

E Francis Mc Dormand ci mette TANTO della sua ineguagliabile recitazione

 

 

 

 

Giulio Martini

Giovedì sera

 

 

 

 

 

 

Giulio Martini

Venerdì sera