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il maestro
da domenica 25 a venerdì 30 ottobre 2026
IL MAESTRO
REGIA DI ANDREA DI STEFANO

“Con Il maestro Andrea Di Stefano torna alla regia dopo il debutto in L’ultima notte di Amore e affida di nuovo a Pierfrancesco Favino il ruolo centrale del titolo. Questa volta la sceneggiatura è scritta insieme a Ludovica Rampoldi, e si avverte in positivo la presenza di una mano più esperta e sicura nella cura dei dialoghi e delle svolte narrative, anche se l’impianto essenziale rimane quello de Il sorpasso: un tipo carismatico e seducente ma anche cialtrone e irrisolto porta sulla strada del divertimento e dell’inconcludenza un maschio più giovane e represso. Ma le svolte della trama riguardano anche altri aspetti del rapporto padre-figlio, inespresso nel caso di Raul, castrante in quello di Felice. (...) La vicenda si complica quando Raul comincia a mostrare le proprie fragilità mentali e rispolvera i suoi errori passati, che comportano anche il ritrovamento di un’antica insegnante di tennis (la sempre eccezionale Dora Romano) e di una altrettanto antica fiamma. Il compito di Raul è quello di insegnare a Felice a non giocare solo in difesa, mantenendosi sempre a fondo campo, per cominciare a passare all’attacco, nello sport come nella vita. Quello di Felice sarà di allontanare Raul dalla sua irresponsabilità di eterno adolescente. Niente di nuovo sotto il sole, ma la vicenda è raccontata in modo scorrevole, almeno fino a quando la deriva psicotica di Raul comincia a prendere il sopravvento e Favino deve bilanciare troppo repentini sbalzi d’umore. Di Stefano sceglie una strada più commerciale che autoriale nel costruire una commedia agrodolce che sembra voler sedurre gli spettatori a tutti i costi, alla Raul Gatti. In buona parte ci riesce, ma a scapito di una maggiore profondità tematica: Il maestro divertirà il pubblico, ma forse non lascerà tracce profonde.”
Paola Casella da www.mymovies.it
“Pierfrancesco Favino con Raul Gatti aggiunge una nuova figura memorabile alla propria galleria di caratterizzazioni: questo personaggio derelitto, che ha dissipato l’intera esistenza dietro gli eccessi per mascherare il proprio sentirsi inadeguato, e che vediamo dividersi tra la letargia da psicofarmaci e i guizzi del vecchio fascino da sex symbol, riesce a trasmettere un dolore reale dietro ogni sguardo e ogni sorriso forzato.”
Sergio Sozzo www.sentieriselvaggi.it
