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Questo è il cineforum André Bazin di Milano. AUDITORIUM DON BOSCO - VIA MELCHIORRE GIOIA 48 TEL 02-67.07.17.72
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wood Hall pictures ringrazia per la 'calorosa' (visto il meteo) partecipazione alla presentazione del 1° febbraio |
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Bazin on screen ! DA DOMENICA 5 A VENERDI 10 FEBBRAIO 2012 "LA VERSIONE DI BARNEY" regia di Richard J. Lewis | ||||
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C'è voluto del tempo prima che Mordecai Richler, l'autore de La versione
di Barney, diventasse famoso. Il suo romanzo è del 1997, in Italia è
esploso quattro anni dopo, ma è diventato subito un cult. Ovviamente
tradurre in film il libro è stato un processo lungo e complicato.
Sopratutto perché la caratteristica principale del libro è lo stile di
scrittura, che la regia interpreta con continui flashback e un grande
cast. Lo sceneggiatore Konyves spiega nel press book: “È dura ridurre i
personaggi del libro, hanno tutti così tanta vitalità e vissuto per
condensarli tua nella brevità concessa da un lungometraggio. Devi fare
in modo di non perdere neppure un momento, neppure un secondo (..) e in
un film si partecipa alla narrazione in modo molto diverso.” Per questo
la sceneggiatura ha trovato un modo visivamente originale di raccontare
la storia, rendendo in trenta secondi sullo schermo scene pagine e
pagine di carta stampata. Anche, perché no, facendo dei cambiamenti. E
per rafforzare il collegamento tra La versione di Barney stampata e
quella cinematografica, molti degli amici di Richler, colleghi e fan,
hanno dei cammei nel film. Il caro amico e regista Ted Kotcheff (il
conducente del treno nella scena della prima dichiarazione d’amore di
Barney a Miriam), con cui ha lavorato a numerosi progetti. Lo stesso
regista, Richard J. Lewis grande amico di Richler, decide di comparire
come patologo, e sia David Cronenber che Atom Egoyan compaiono come
registi della telenovela che Barney produce, con Paul Gross come
interprete principale: O’Malley che viene dal Nord. Presente anche uno
dei grandi del cinema canadese, Denis Arcand, che compare come maitre
del ristorante preferito di Barney. Se tutto ciò è una strizzata
d’occhio agli spettatori, è anche un omaggio a Richler. | ||||
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